UNA GIORNATA SULL’ALCHINA     

 

14  gennaio 2009: fa un freddo cane, il meteo catastrofico dice -8, il mio termometro, più ottimista, dice +1.

Forse verrà altra neve su  quella che già copre il  mondo: le probabilità di prendere una trota sono minime e sarà una giornata faticosa;

infilarsi waders, scarponi gelati e  camminare in quaranta centimetri di neve fino a quella spettrale scena del fontanile fumante tra i pioppi…. l'Alchina !

La tentazione di restarmene a casa a giocare con questa tastiera e’ fortissima eppure, come un automa, alzo il telefono e cerco i compagni d’avventura:

tre scriteriati come me, per i quali il vero scopo dell'impresa non e’ la pesca ma il piacere  di stare con gli amici.

Dalle 10 alle 18 sono otto ore di chiacchiere, di  prese in giro e di serenità: proprio ciò che manca a un vecchio che, senza la pesca, le avrebbe passate in

solitudine…..

E allora si e’ felici anche se la giornata e’ infruttuosa, la schiusa minima, rare le bollate e zero i pesci (....salvo naturalmente ricorrere a piombini e

galleggianti - ..strike indicator.. -, concessi solo ai più giovani ed inesperti......).

E sarà cosi anche domani e anche la settimana ventura,  finché spunteranno le prime gemme dei salici  e verrà il momento per uscite più fruttuose ed

impegnative; ma lo scopo vero sarà ancora una volta quello di stare insieme agli amici.

Per taluni una giornata di pesca serve soprattutto a immergersi pienamente nella natura; per altri a stare con se stessi nel silenzio che fa maturare i pensieri o

 ancora per altri, a distogliere la mente dai crucci quotidiani; per me una giornata di pesca e’ le tre cose insieme ma non sarei mai capace di vivere in solitudine

anche  la più ricca e fortunata.

Forse per questo amo l ‘Alchina malgrado sia una roggia cosi difficile: perche è un luogo di sicuro incontro, amici tra gli amici.

 

Carlo Orombelli

 

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