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Fly  Angling  Club  Milano

        Martha's Striped Bass

"Andiamo anche noi ?" Marco mi chiede mentre, al club, Antonio sta proiettando il filmato del suo viaggio di pesca a Martha's Vineyard. "Ma, si potrebbe fare..... boh, ci penso" gli rispondo con poca convinzione.

Qualche mese dopo Marco all'improvviso mi dice "Allora andiamo ?" "Dove ?" dico io, perplesso " A Martha's Vineyard ! Rammenti ?" "Ah, vedo se si può fare ..."

Torno a casa, mi metto al computer e spedisco una mail al mio amico Arthur Kenney (indimenticabile nr. 18 del Simmenthal basket) che adesso vive a New York  ed ha come hobby la pesca a mosca degli stripers.  "Hey Arthur che ne dici di far parte di un gruppo di matti  per una settimana di pesca a Martha's Vineyard a giugno ??" . Risponde subito:"Hey Roby, oggi è il mio compleanno e la tua proposta è un bellissimo regalo. Prendo le ferie e vengo. Per la casa da affittare ghe pensi mi "(testuale)

Detto e fatto! In poco tempo si forma un gruppetto di sette amici, prenoto i voli, il traghetto, l'auto. Arthur prende in affitto la casa ed inizia a spedire simpaticissime mail per la lista della spesa.

Io, Luigi e Marco iniziamo a costruire artificiali per tutti. Prepariamo e testiamo (alla Cabassi !!) tutte le attrezzature (mulinelli, canne, code, stripping basket artigianali..) e finalmente arriva Giugno, si parte !!

Arriviamo a Boston in perfetto orario, fa un caldo tremendo. Ritiriamo i bagagli che sistemiamo in qualche modo sulla grossa auto presa a noleggio e via, verso l'isola dei sogni ! Sbagliamo strada un paio di volte ma arriviamo in tempo per salire sul traghetto a Woods Hole. Scendiamo sull'isola a notte inoltrata cantando a squarciagola  O sole mio... fra gli sguardi divertiti degli altri passeggeri. Altri 30 km  e finalmente raggiungiamo la casa ed Arthur, arrivato da New York.

Veloce spartizione delle stanze, approssimativa sistemazione dei bagagli, una spaghettata olio/aglio/peperoncino e poi ? Si dovrebbe dormire ma prevale la voglia di pescare. Il mare è lì, a pochi passi. Sono le due di notte (le 8 del mattino in Italia), non dormiamo da 26 ore ma indossiamo i waders, montiamo le canne e ci incamminiamo verso la spiaggia.

E' buio, fa freschino, il mare è tranquillo, iniziamo a pescare. Arriva l'alba, spettacolare ! Non prendiamo nulla, non importa, torniamo a casa per la colazione, felici di essere lì.

La nottata successiva va meglio. Tutti catturiamo qualche striper bass. E' un bellissimo pesce, forte, combattivo. Ne teniamo uno per la nostra mensa. Le condizioni non sono però ottimali, ce ne rendiamo conto anche da quello che dicono i pescatori americani. Poche sand eels, il pesce foraggio. Gli stripers stanno lontani dalle rive, si avvicinano occasionalmente.

Le giornate si susseguono fra pescate notturne, gite in bicicletta, shopping e turismo nelle caratteristiche cittadine di Edgartown e Oak Bluffs (capitali delle t shirts e delle felpe...), goliardate nella splendida casa affittata. L'isola è molto particolare, verdissima, ricca di angoli suggestivi. La godiamo alla grande ma la pesca non corrisponde ancora alle nostre aspettative.

Cambiano le condizioni climatiche, piove a tratti, si abbassa la temperatura. Andiamo in spiaggia verso sera, come sempre. Niente tramonto, il sole è nascosto dietro nuvoloni neri, minacciosi. All'improvviso il mare prende vita: migliaia di sand eels si spostano freneticamente di quà, di là. Arrivano gli stripers bass ed è .. l'inferno! Cacciano ovunque, anche alle spalle di noi pescatori! Arthur mi chiama più volte energicamente " Roby, corri quà, ce ne sono un sacco, dai muoviti !!" Vorrei rispondergli " hey man, non rompere, anche quì ne ho tanti, lasciami pescare...!" poi mi ricordo come trattava Dino Meneghin negli storici scontri Simmenthal vs Ignis ... e lo raggiungo prontamente. Vederlo slamare i pesci con le sue manone che hanno legnato avversari sui campi di basket di tutta Europa è uno spettacolo nello spettacolo. Tiene una pila in bocca mentre li fotografa, li accarezza e poi li lascia andare. Pesca con quattro artificiali (!) ed ogni tanto ne cattura due alla volta... Mi dò da fare anch'io ed inizio ad allamarli con regolarità. Adesso piove a catinelle ma le cacciate continuano. L'accendersi e lo spegnersi frenetico delle pile e dei flash delle macchine fotografiche lungo la riva indica che anche gli altri si stanno divertendo. Poi a mezzanotte finisce tutto, all'improvviso come era iniziato: stripers come Cenerentola ?

Ci riuniamo, bagnati ed infreddoliti, ognuno entusiasta per le catture fatte e per l'esperienza vissuta. Si guarda il display della macchina fotografica, si commenta, si sente la solita immancabile frase.. "... il mio era più grosso...!", si ride, ci si dà il "cinque. La spiaggia è piena di sand eels finite lì nella frenesia della fuga. Saranno preda dei gabbiani e dei cormorani. Torniamo a casa, appagati. Festeggiamo con una spaghettata.

Abbiamo ancora due notti ma il miracolo non si ripete, le catture tornano ad essere sporadiche. Luigi si accanisce sui pagelli che, ignari del pericolo, incrociano davanti a lui. Ne acchiappa diversi. Marco trova il tempo per infilarsi, lanciando nel vento, un artificiale nel proprio mento ! Arthur lo "slama" con perizia e ... lo rilascia...... Massimo passa il tempo a litigare con i suoi waders (!), Pino "zuffola" arie napoletane soddisfatto, Stefano ogni tanto lancia il suo richiamo preferito di questa vacanza... "Chiodo.... mi fai un finale?"

Purtroppo la settimana finisce. Si deve ripartire. Diamo un ultimo melanconico sguardo all'isola dal traghetto che si allontana. Salutiamo Arthur, splendido compagno di avventura. Puntiamo verso Boston dove ci attende l'aereo per casa.

Marco mi guarda "che dici, torniamo l'anno prossimo ??" .... "Boh, ci penso..."

Giugno 2010 - Roberto Pecorelli

   Arthur Kenney, Massimo Conti, Giuseppe Savino, Stefano Vanoncini, Marco Feliciani, Luigi Meli, io

Arthur Kenney  
 
 
Arthur Kenney Massimo