|
Fly Angling Club Milano |
UNICA: A CACCIA DI EMOZIONI!
Maggio 2010
Questa primavera, ed in particolare il mese di Maggio, è stata, finora, piuttosto avara di valide occasioni di pesca per noi pescatori a mosca. Aspettavo con ansia l’inizio del mese: il Primo Maggio è la data fatidica che segna l’inizio delle “ostilità” tra gli innamorati dell’Unica, mitica risorgiva slovena, ed i fantastici temoli e trote fario che la popolano.
Purtroppo le piogge insistenti, ed i conseguenti livelli non proprio ideali, nonché gli impegni di Gianni (Cellula) e Paolo (KungFu), cooptati dal sottoscritto per la partecipazione al viaggio, ci hanno costretto ad attendere. In realtà nelle ultime settimane ho passato parecchio del mio tempo libero a cercare delle alternative, consultando siti e contattando albergatori tra l’Austria e la Germania, ma l’attenzione tornava sempre lì, al sito dove si possono controllare i livelli dell’Unica e si sprecavano le telefonate all’amico sloveno che mi consigliava di attendere tempi migliori.
Finalmente i tasselli del mosaico sono andati a posto e Mercoledì 26 siamo partiti con rosee prospettive, sostenute anche dagli ultimi resoconti leggibili in internet su condizioni del tempo, del fiume e, soprattutto, sul numero e dimensioni delle catture nonostante gli alti livelli. Arrivati a destinazione troviamo il fiume a livello ottimale, ma la valle è spazzata da un vento fastidioso e piuttosto teso; unica nota positiva il risaltare del verde brillante dei prati con le macchie multicolori dei fiori nelle zone non ancora falciate. I pescatori con cui parliamo ci confermano che la giornata non è stata particolarmente proficua: schiuse scarse e pesci particolarmente selettivi e difficili. Poco male. Ormai prevale la soddisfazione di essere lontani dalla vita quotidiana e l’ottimismo ha il sopravento: mettiamo tutto il nostro impegno nel distruggere una mega grigliata mista e qualche birra e poi via, in albergo, a letto presto per essere in forma il giorno seguente.
Giovedì, fatti i permessi, arriviamo sul fiume: rapida vestizione e preparazione dell’attrezzatura e si comincia.... Ma il vento non da tregua e, a parte miliardi di chironomi volteggianti sul pelo dell’acqua, non si vedono molti insetti in superficie. Di conseguenza anche l’attività dei pesci risulta scarsa, almeno a galla: infatti i temoli, che si vedono a frotte nell’acqua limpida, si danno un gran daffare a predare le ninfe in prossimità del fondo. Solo di tanto in tanto salgono a bollare qualcosa di invisibile, per lo più nei sottoriva. Ma noi siamo qui per pescare a secca e la lotta ha inizio.
Gianni colleziona una serie di apparenti rifiuti, io, vedendo “salire” un paio di pesci, naturalmente sbaglio la ferrata e Paolo…..Paolo ha l’idea vincente e cattura il primo temolo con una formica alata. Giusto! Perché non ci ho pensato?! Ma la formica non mi convince del tutto e cerco freneticamente nelle scatole qualcosa di valido, finché tra le mie dita si materializza un piccolo dittero nero sul 18 che non sapevo neanche di avere. Lancio il mio inviato speciale e lui fa il suo dovere: il temolo lo prende tranquillo e deciso, seguito poco dopo da un altro paio di amici tutti intorno ai 40 cm. Dopo il doveroso spuntino la musica riprende senza variazioni e riesco a portare a secco altri 4 o 5 bei pesci. Purtroppo l’ultimo, con una piroetta finale, strappa il tip portandosi via la mitica moschina, ma tanto ormai la giornata è al termine e siamo stanchi e umidi per un breve temporale.
Venerdì si ricomincia e, a parte il vento nettamente ridotto, non ci sono grosse novità sul fiume, forse un modesto incremento delle bollate che avvengono anche sulle mosche di Maggio, ma solo su quelle che, ormai morenti, si dibattono sull’acqua. Impossibile imitarne l’effetto, o almeno io non ne sono stato capace. Cerco di tornare ai risultati del giorno prima e la cosa mi riesce con una Klinkhammer nera e tinsel argento che riscuote un immediato successo tra i pesci. In particolare una bollata decisa attira la mia attenzione e dopo un paio di lanci posso ferrare su un pesce che si rivela subito un gran combattente e mi fa sudare prima di entrare nel guadino di Gianni, accorso a darmi man forte: ammiriamo in tre la bella livrea di un temolo di c/a 45 cm. Si riprende e poco dopo è la volta di Gianni che guardo combattere con la canna piegata all’inverosimile nel tentativo di impedire ad un grosso pesce di prendere la corrente o i rami del sottoriva. “Foto?” chiedo, “No, non è gros……Foto! Foto! Adesso lo vedo bene” e riesce a guadinare una magnifica fario di 55 cm, sicuramente la cattura più bella di tutta la vacanza .
La giornata termina con un serrato duello tra me ed una grossa trota che bolla regolare in sponda opposta ignorando le mie mosche che presento facendo sforzi sovrumani per impedirne il dragaggio; alla fine, quando meno me l’aspetto, si lancia all’inseguimento dell’artificiale, che draga clamorosamente, e naturalmente la sbaglio e la spavento: non bolla più e, per questa volta, l’ha avuta vinta lei.
Sabato ci spostiamo nel nord della Slovenia per andare e conoscere la Savinjia: bel fiume, forse un po’ troppo ripopolato con iridee adulte, almeno nel tratto che abbiamo pescato, ma anche con pesci belli, difficili e selettivi. Situazione logistica invidiabile con albergo a cento metri dal fiume. Una sola uscita non consente, comunque, un valido giudizio.
In conclusione una gran bella vacanza. Grazie a Gianni e Paolo per l’ottima compagnia e appuntamento alla prossima scorribanda!
Nicola Chiappinelli
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |