Adige
"Una sfida per il pescatore a mosca
Anche quest’anno le mie preferenze in fatto di pesca mi hanno spinto ad effettuare gli ultimi lanci della stagione in un grande fiume di pianura: gli ampi spazi che caratterizzano questi luoghi e le difficoltà che presentano al pescatore a mosca (“leggere” l’acqua, individuare il pesce e l’esca giusta, confrontarsi con pesci di taglia, più diffidenti e con maggiori capacità di difesa) sono un richiamo irresistibile. Ecco quindi la scelta: l’Adige, croce e delizia di tanti pescatori, me compreso, con i suoi 35 Km di riserva della Vallagarina.
La riserva si suddivide in tre tratti comprensivi di una No Kill ed una zona a regolamentazione speciale (particolari misure di ami, numero e taglia dei pesci eventualmente trattenuti ecc.). In tutto il percorso il fiume è ricco di pesce: grande ecosistema dotato di enormi risorse, l’Adige consente la riproduzione e la crescita della regina delle acque del nord Italia, la trota marmorata, che qui raggiunge un numero di esemplari e taglie davvero incredibili (anche grazie all’attenta politica di protezione e ripopolamento). Tutti gli anni sono numerose le catture di trote da record. Ma oltre alla marmorata nuotano in queste acque moltissime fario ed una popolazione di temoli impressionante che ultimamente ha fatto registrare un cospicuo aumento numerico in assoluto ed, in particolare, di esemplari del tutto simili al temolo padano, il nostrano “Pinna Blu”, di cui si vedono esemplari di tutte le generazioni da uno a tre-quattro anni.
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La pesca è consentita fino alla fine di ottobre (salvaguardando naturalmente la trota che, se catturrata, va rilasciata) ed è possibile, per chi lo desidera, trattenere due temoli con misura minima di 35 cm.
Generalmente all’inizio dell’autunno il fiume si presenta con livelli ottimali per la pesca a mosca, come ad inizio stagione, solo che ora è molto più facile imbattersi in massicce schiuse di effimere e tricotteri ed il pesce è spesso molto attivo anche in superficie, ma anche molto selettivo e diffidente: bisogna meritarsi ogni cattura e la cosa è resa più difficile dal divieto di usare mosche (ninfe) piombate.
L’anno scorso con gli amici trentini ho gironzolato in lungo ed in largo su tutto il fiume per due giorni e, nonostante giornate limpide e piene di sole, che faceva risplendere il giallo dorato delle vigne e tutte le sfumature dei colori autunnali, ovunque le catture sono state numerose, anche se sono mancate taglie ragguardevoli; in compenso la bellezza della livrea nuziale delle mormorate, attivissime sugli insetti, ben si accompagnava a quella dell’ambiente circostante.
Quest’anno, invece, la battuta di pesca ha visto coinvolti diversi amici del Fly e, a differenza del 2007, erano i temoli a farla da padrone, con una continua attività a galla ed una proverbiale diffidenza e selettività che definirei da……….temolo!
A fine giornata noi non siamo stati altrettanto selettivi ed in trattoria abbiamo fatto onore agli ottimi piatti della cucina trentina ed ai generosi vini locali.
Ultima annotazione: il tragitto Milano-Rovereto è percorribile in tempi che, salvo sorprese autostradali e nel rispetto dei limiti di velocità, si aggirano intorno ad un’ora e trenta/quaranta minuti; spostandosi con la famiglia questa potrà usufruire delle numerose proposte turistiche locali, dalla semplice ciclabile che costeggia tutto il fiume fino ad esposizioni d’arte e musei. Appuntamento alla prossima stagione di pesca!
Nicola Chiappinelli
Novembre 2008
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