la 05

La ORIGINAL 05 (e la ORIGINAL 042) le iniziai a costruire per la prima volta nel 1994 e precisamente l’anno successivo alla comparsa della PEACOCK PUPA. Il FLY ANGLING CLUB di Milano in quel  periodo era in pieno fermento e la Valtellina, dopo la tristemente luttuosa e devastante alluvione del 1987, stava iniziando a mitigare le profonde cicatrici; i temoli erano in forte sviluppo, sempre più numerosi e di taglia sempre più importante. Nel 1994 il gruppone del Fly Angling Club di Milano  iniziò  anche a frequentare la bassa Val Chiavenna, o meglio il fiume Mera. Qui i temoli erano altrettanto numerosi, anche se per la verità, di taglia più contenuta, ma ciò veniva ampliamente ripagato dallo scenario alpino; inoltre il Mera era decisamente più piacevole e meno frequentato dell’Adda, a tal punto che in alcune giornate eravamo solo noi presenti lungo le sue rive. L’Adda è si ricchissimo di grossi temoli, ma purtroppo il suo corso risulta devastato e comunque sempre pesantemente compromesso dagli interventi umani, senza evidenziare il problema veramente fastidioso (è un eufemismo!) del continuo variare dei propri livelli, variazione dovuta alle numerose dighe e condotte forzate, presenti in tutto il comprensorio della Valtellina.

Anche se accomunate dalla semplicità di realizzazione e dalla loro efficacia, i due miei artificiali nacquero in modo differente. La 05 nacque come tentativo di riprodurre la vecchia e classica mosca inglese WATER HEN BLOA utilizzando  una piuma più attuale, più robusta e dotata di maggiore galleggiabilità rispetto alla originaria piuma di gallinella d’acqua con cui era realizzata: una piuma di cul de canard.  Volli impiegare una piuma particolare che mi colpì per la sua tonalità di grigio azzurrognolo: si trattava di cul de canard della francese Devaux, e nel catalogo questo colore era riconosciuto con il numero appunto 05, da qui nacque il suo nome.

Come già era accaduto l’anno precedente per la Peacock Pupa, ne costruii alcuni esemplari durante la settimana, tutti su amo del nr. 16, e il sabato successivo alla mattina li provai sull’Adda in località  San Giacomo e, nel pomeriggio, causa livelli alti e sporchi, sempre dovuti a “mastro digaio”, sul più pulito e piacevole Mera. In entrambi i casi capii subito di aver imbroccato un altro artificiale di successo con gli aggiunti valori della velocità e semplicità di realizzazione.

Durante tutta la giornata fu un susseguirsi di catture di temoli, su bollata e anche in assenza di esse (sul Mera)  e da allora la 05 risultò quasi sempre un artificiale estremamente catturante, in acque anche molto differenti tra loro per tipologia, dimensioni ed ambiente. Risultò uno dei migliori artificiali nel corso degli anni su torrenti da temolo come il Resia in Friuli, fiumi di pianura e di grandi dimensioni come la Traun di Gmunden, l’Adda, l’Adige, l’Isarco, il  Sarca, nelle acque slovene (Unec, Sava, Soca, Krka, Idrja), Radovna ed  in tante altre.

Il dressing e le sequenze di montaggio:

filo di montaggio: giallo pallido; sono solito impiegare XXF ultrafine della G.Benecchi

amo: TMC 921 della Temco o similare nelle misure 18, 16 e 14. La taglia maggiormente impiegata rimane  sul nr. 16

corpo: montato a dubbing con pelo naturale o pelo sintetico di colore grigio medio/scuro

rib: effettuato con lo stesso filo di montaggio giallo pallido passato e ripassato più volte sopra il corpo realizzato in dubbing

hackles: 1 piuma di cul de canard Devaux di colore 05 girata 2/3 volte

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1)      una volta fissato sul morsetto l’amo, inizio a montare a dubbing il filo di montaggio

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2)      formo il corpo con il dubbing precedentemente montato sul filo di montaggio

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3)      dopo averla sagomata con le forbici riducendo la lunghezza delle fibre, fisso una piuma di cul

de canard della Devaux nr. 05 (grigio azzurro)

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4)      giro la piuma di cul de canard 2/3olte formando un collarino; effettuo il nodo di chiusura e

fisso il tutto con una goccia di collante sula testa dell’artificiale. Finito !

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 Marco Feliciani