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Fly Angling Club Milano |
Una giornata sull'Alchina
Metà febbraio: neve nei campi, cielo grigio, brina sui rami secchi. Dove andare, sperando in una bollata, un'effimera e forse una trota ? Non c'è che una scelta: l,'Alchina, con la sua acqua di fontanile, tiepida e fumante nell'aria gelida!
Ovviamente sono solo a godermi il silenzio rotto dai gridi di richiamo delle cesene. Sul bordo anche un nemico come l'airone cenerino ha la bellezza di un dipinto giapponese. Comincio davanti ai "cavalli", con una dun grigia del 20 ed aspetto la prima bollata. Eccola! Lancio a valle sull'acqua liscia come un vetro ed ecco l'attacco ed il rifiuto! Cambio mosca: finale del 10 e una dun del 24. Aspetto: ecco un'altra trota che bolla, difficilissima sotto i rami: lancio, c'è .... !
Deve essere una giornata buona, con le piccole betidi (niger, verni o già rodani ? Sono troppo ignorante, appena a casa riprendo in mano i sacri testi...) che scendono surgelate sulla corrente, incapaci di alzarsi in volo. Non sempre le trote le attaccano: sono pigre, sazie di gammarus di cui sono piene le grandi erbe smeraldo che oscillano nella corrente. Ma fa parte del gioco: una giornata così è tutta un di più, poco importa "quante" ma "il come".
Ma cos'è quell'oggetto giallo impigliato in un erbaio ? E' un cartello di latta che dice: "pescatori rispettate questo tratto riservato ai disabili, voi che avete tutto il resto del fiume da pescare!". Come mai è arrivato fin qui dalla zona disabili ? Chi l'ha strappato e buttato via per invidia e per disprezzo ? Non voglio pensare ad un collega, forse è stato un ragazzaccio di passaggio, chissà !
Continuo a pescare scendendo e, poco dopo, vedo tra gli erbai un oggetto che galleggia tra le alghe: una nutria ? No, è la carogna di un vitello pezzato gettato in acqua da un agricoltore che così ha risparmiato i soldi del veterinario.....!
Non ho più voglia di pescare e me ne vengo via rattristato che il lavoro e la passione di tanti siano disprezzati ed offesi dalla cattiveria e dalla stupidità di pochi !
Febbraio 2006 - Carlo Orombelli
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