|
Se un viaggio di pesca si giudica dal numero delle catture, allora girate pure
pagina: sono tante, troppe le variabili che possono
trasformare un'uscita di pesca insignificante in una giornata fantastica, e
viceversa. Figuriamoci se la pesca in questione avviene
in un paese a 15 ore d'aereo dall'Italia, in luoghi e fiumi che non conosci e
dove tempo e tipo di pesca sono una novità!
Ma tutto questo
forse lo sapete già.
Per me, come penso per altri pescatori, Argentina significava soltanto Terra del
Fuoco, oppure pesca dei dorado nelle acque dei
fiumi del nord. Questo fino a circa un mese fa, quando il mio amico Stefano (non
pescatore) mi prospetta l'idea di un viaggio in
Patagonia: «Io ci sono già stato parecchie volte e di gente a pesca ne ho
vista tanta», mi ripete. Invogliato dalle sue "promesse" e
attratto dall'idea di vedere, anche fosse solo una piccola parte, di
quell'immenso Paese, accetto. E in men che non si dica siamo a Bariloche, via Buenos Aires.
Ad attenderci troviamo Guillermo, un amico del posto di Stefano che, dopo uno
snack e un caffè in una cioccolateria, ci porta a casa sua,
a Villa la Angostura, sulla riva del lago Nahuel Huapi. Appena entrati in paese
ho l'impressione di esserci già stato: una lunga
strada principale con sparti traffico centrale, case, negozi, tanti ristorantini
e piccole strade laterali... Scopro che è una nota
stazione sciistica fondata da dagli svizzeri: che succede, sono a Smithers in
British Columbia e non mi hanno detto niente? Dopo una
cena a base di empanadas di carne (buonissime) preparate dalla moglie di
Guillermo, Graziella, ci trasferiamo in una delle sue cabanãs dove
resteremo durante il soggiorno a Villa la Angostura.
Il primo giorno è nuvoloso. Lo dedichiamo a qualche giro nei dintorni, a vedere
il lago e il rio Correntoso, il fiume più corto
che abbia mai visto, solo 165 metri; lo sguardo l'abbraccia tutto, dalla
sorgente (l'omonimo lago) alla foce. Si pesca solo negli ultimi
50 metri, prima che si immetta nel lago Nahuel Huapi, e le belle e grandi trote
che risalgono dal lago sono ambite da così tanti
pescatori che in stagione non si trova un buco, inutile dirvi che per me non è
stagione....
Sono quasi le cinque del pomeriggio quando torniamo a casa per l'appuntamento
con Pablo, che sarà la nostra guida di pesca per i
prossimi giorni.
Pablo è simpatico e per fortuna parla benissimo l'italiano; comincia a
sciorinare tutta una serie d'informazioni (devo fare una licenza per 150 pesos a settimana
più una serie di permessi per i fiumi a regolamentazione
speciale) e una lista luoghi dove pescare, dal rio
Limay al rio Traful, dall'arroyo Pescado (nome profetico?) e il rio Carrileufú
al rio Rivadavia. Per quest'ultimi dovremmo spostarci da
Villa la Angostura. Il giorno seguente è tutto dedicato ai preparativi per la
prima uscita di pesca... Piove!
1° giorno di pesca RIO LIMAY - E piove ancora. Ma Pablo dice che il fiume è in
un'altra valle dove di solito là il tempo cambia. E ha
ragione: adesso c'è pure vento. Monto una 9 piedi coda 7 con una Tiny 200 per
la pesca a ninfa e una coda 5 perché ...."non si sa mai!!!" .
Saliamo sul gommone, pescheremo flotando: il fiume è grande, spesso ingolato,
e, anche se dicono che è basso, in certi punti ci sono 3-4
metri di acqua. Cambio e ricambio vari tipi di ninfe. Provo con grandi e
piccole, con chiare e scure: catture, niente.
È l'una e mezza arriviamo al primo stop (Rincon chico) dove ci aspetta un ricco
asado (1°). Quando abbiamo finito di mangiare smette
finalmente di piovere. Anzi, esce addirittura il sole. Adesso il fiume è più
largo e forma dei lunghi raschi e ricomincio a pescare
con la ninfa, attacco qualche iridea, monto uno streamer e, alla fine di un
raschio, finalmente prendo una fario di quelle, ma di quelle...
per cui vale la pena il viaggio: circa 3 chili. Poi, qualche altra bella iridea
ma niente di più. A sera ricomincia a piovere.
2° giorno RIO TRAFUL - Non piove. Piove a dirotto. Quando arriviamo alla tenuta
di Di Pasquale, prima di cambiarci nella casa di caccia
ci aspetta un caffè e un breve racconto sul posto. Sulla riva opposta c'è
infatti nientemeno che Ted Turner (leggi sig. CNN) - o meglio, la
sua tenuta - e nel fiume, oltre alle trote, esiste una varietà di salmone
(salmo salar sebago). Il Rio Traful ha una conformazione molto più piccola del rio
Limay, le sponde sono infrascate, le lame e i raschi
bellissimi. Sto pescando la parte bassa, ma la mattina passa
senza che sia riuscito ad agganciare altro che piccole iridee. A pranzo, dopo
antipasto e zuppa, un asado (2°), favoloso. Il pomeriggio pesco nella parte
superiore: si stringe e fa delle bellissime lame sotto i rami degli alberi di
fronte, ma di pesci neanche l'ombra.
3° giorno trasferimento a ESQUEL - Stavolta non piove a dirotto. Piove e basta.
Ma tanto si parte. Dopo appena 40 chilometri veniamo
fermati da una macchina: è Mel Krieger, che ha riconosciuto la nostra guida,
vuole salutarci e avere delle informazioni. Per trovare il
primo raggio di sole dobbiamo fare quasi 200 km, fino a El Bolson, fra le sue
caratteristiche c'è quella d'essere attraversato dal 42°
parallelo. Ci fermiamo per mangiare un gelato (buonissimo) e bere una "cerveza"
nella birreria artigianale El Bolson, nota in tutta l'Argentina.
Proseguendo, il paesaggio cambia; ora siamo in piena steppa patagonica, vicino
all'estancia Leleque di proprietà dei Benetton (1milione di ettari), dove c'è
un museo sulla storia della Patagonia (naturalmente chiuso, quando ci passiamo
noi). In serata arriviamo a Esquel, e dopo aver preso alloggio facciamo un pò
di spesa per il giorno dopo. A cena siamo alla trattoria L'Espaniola, mentre
dopo mangiato è obbligo una visita al bar-hotel Argentino il più vecchio di
Esquel: puro Far west, niente di più facile che da un momento all'altro sbuchi
fuori Butch Cassidy.
4° giorno - ARROYO PESCADO - Su questo "arroyo" (torrente) si torna
ad una pesca più nostrana, la canna è per una coda 3/4 e il fiume -
se lo dovessi paragonare ad uno conosciuto ai più- ricorda l'Unec. Comincio a
pescare con una ninfetta e le prime catture, tutte iredee,
non si fanno attendere. Tiriamo sera pescando tra nutrie, lontre e fenicotteri
rosa e alla fine della giornata le catture non si contano: più della metà sono
pesci dai 7 etti al chilo e passa. A sera arriviamo al lodge La Pilarica, nel
paese di Villa di Rivadavia. Il posto è nuovissimo e noi siamo i primi ospiti.
Per l'occasione la cena è un asado (3°). Dimenticavo: fuori ha ricominciato a
piovere. Stavolta a dirotto.
5° giorno - RIO CARRILEUFÚ - E naturalmente prosegue a piovere. La prima mezza
giornata faremo sempre flotando la parte mediana del
fiume: tutta l'acqua che è scesa ha ingrossato il fiume (la guida dice che si
è alzato di 2 metri) e ha allagato in certi tratti i prati circostanti.
Scendendo il fiume - di conformazione grandissima - non riesco a smettere di
pensare come deve essere bello pescarci in condizioni ottimali. Gli unici pesci
che vedo (e prendo) sono 3 iridee nel prato allagato di fronte al lodge.
Pranzo, non indovinereste mai: asado (4°), ma non sono gli avanzi della cena.
Il pomeriggio siamo nella parte alta dove il fiume nasce
dal lago Cholila, ma l'unica cosa veramente spettacolare sono gli arcobaleni che
si formano quando spunta un pò di sole. A cena - per
fortuna - c'è pollo.
6° giorno - RIO RIVADAVIA - Qui pescheremo solo mezza giornata, il fiume è
abbastanza breve e poi dobbiamo ripartire per Villa la
Angostura. Il rio è il naturale prolungamento del rio Carrileufú che forma il
lago Rivadavia, e in quanto prolungamento prendo la stessa
quantità di pesci, ovvero niente. Nell'ultimo tratto, però, si pesca tra file
di alberi arrajannes e il contrasto di colori è spettacolare, tra il verde
delle foglie e il giallo-arancio del tronco. Si mangia. Asado (5°). Non ne
posso più !!!
Ormai la vacanza volge al termine; partiamo, ma non prima d'avere fotografato la
casa dove hanno vissuto Butch Cassidy, Sundance Kid e
Etta Place.
Che dire, la Patagonia è fantastica. Rimane il rammarico di non aver pescato i
fiumi in condizioni ottimali per valutarne il vero potenziale. Sarà per la
prossima volta.
Grazie Stefano, Pablo, Guillermo e Graziella a presto PATAGONIA.
Daniele Guidi
|
|