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Argentina:  non solo Terra del Fuoco........... di Daniele Guidi     -     Aprile 2004

Fotografie

Se un viaggio di pesca si giudica dal numero delle catture, allora girate pure pagina: sono tante, troppe le variabili che possono trasformare un'uscita di pesca insignificante in una giornata fantastica, e viceversa. Figuriamoci se la pesca in questione avviene in un paese a 15 ore d'aereo dall'Italia, in luoghi e fiumi che non conosci e dove tempo e tipo di pesca sono una novità! Ma tutto questo forse lo sapete già.                 Per me, come penso per altri pescatori, Argentina significava soltanto Terra del Fuoco, oppure pesca dei dorado nelle acque dei fiumi del nord. Questo fino a circa un mese fa, quando il mio amico Stefano (non pescatore) mi prospetta l'idea di un viaggio in Patagonia: «Io ci sono già stato parecchie volte e di gente a pesca ne ho vista tanta», mi ripete. Invogliato dalle sue "promesse" e attratto dall'idea di vedere, anche fosse solo una piccola parte, di quell'immenso Paese, accetto. E in men che non si dica siamo a Bariloche, via Buenos Aires. Ad attenderci troviamo Guillermo, un amico del posto di Stefano che, dopo uno snack e un caffè in una cioccolateria, ci porta a casa sua, a Villa la Angostura, sulla riva del lago Nahuel Huapi. Appena entrati in paese ho l'impressione di esserci già stato: una lunga strada principale con sparti traffico centrale, case, negozi, tanti ristorantini e piccole strade laterali... Scopro che è una nota stazione sciistica fondata da dagli svizzeri: che succede, sono a Smithers in British Columbia e non mi hanno detto niente? Dopo una cena a base di empanadas di carne (buonissime) preparate dalla moglie di Guillermo, Graziella, ci trasferiamo in una delle sue cabanãs dove resteremo durante il soggiorno a Villa la Angostura.
Il primo giorno è nuvoloso. Lo dedichiamo a qualche giro nei dintorni, a vedere il lago e il rio Correntoso, il fiume più corto che abbia mai visto, solo 165 metri; lo sguardo l'abbraccia tutto, dalla sorgente (l'omonimo lago) alla foce. Si pesca solo negli ultimi 50 metri, prima che si immetta nel lago Nahuel Huapi, e le belle e grandi trote che risalgono dal lago sono ambite da così tanti pescatori che in stagione non si trova un buco, inutile dirvi che per me non è stagione....
Sono quasi le cinque del pomeriggio quando torniamo a casa per l'appuntamento con Pablo, che sarà la nostra guida di pesca per i prossimi giorni. Pablo è simpatico e per fortuna parla benissimo l'italiano; comincia a sciorinare tutta una serie d'informazioni (devo fare una licenza per 150 pesos a settimana più una serie di permessi per i fiumi a regolamentazione speciale) e una lista luoghi dove pescare, dal rio Limay al rio Traful, dall'arroyo Pescado (nome profetico?) e il rio Carrileufú al rio Rivadavia. Per quest'ultimi dovremmo spostarci da Villa la Angostura. Il giorno seguente è tutto dedicato ai preparativi per la prima uscita di pesca... Piove!

1° giorno di pesca RIO LIMAY - E piove ancora. Ma Pablo dice che il fiume è in un'altra valle dove di solito là il tempo cambia. E ha ragione: adesso c'è pure vento. Monto una 9 piedi coda 7 con una Tiny 200 per la pesca a ninfa e una coda 5 perché ...."non si sa mai!!!" .
Saliamo sul gommone, pescheremo flotando: il fiume è grande, spesso ingolato, e, anche se dicono che è basso, in certi punti ci sono 3-4 metri di acqua. Cambio e ricambio vari tipi di ninfe. Provo con grandi e piccole, con chiare e scure: catture, niente. È l'una e mezza arriviamo al primo stop (Rincon chico) dove ci aspetta un ricco asado (1°). Quando abbiamo finito di mangiare smette finalmente di piovere. Anzi, esce addirittura il sole. Adesso il fiume è più largo e forma dei lunghi raschi e ricomincio a pescare con la ninfa, attacco qualche iridea, monto uno streamer e, alla fine di un raschio, finalmente prendo una fario di quelle, ma di quelle... per cui vale la pena il viaggio: circa 3 chili. Poi, qualche altra bella iridea ma niente di più. A sera ricomincia a piovere.

2° giorno RIO TRAFUL - Non piove. Piove a dirotto. Quando arriviamo alla tenuta di Di Pasquale, prima di cambiarci nella casa di caccia ci aspetta un caffè e un breve racconto sul posto. Sulla riva opposta c'è infatti nientemeno che Ted Turner (leggi sig. CNN) - o meglio, la sua tenuta - e nel fiume, oltre alle trote, esiste una varietà di salmone (salmo salar sebago). Il Rio Traful ha una conformazione molto più  piccola del rio Limay, le sponde sono infrascate, le lame e i raschi bellissimi. Sto pescando la parte bassa, ma la mattina passa senza che sia riuscito ad agganciare altro che piccole iridee. A pranzo, dopo antipasto e zuppa, un asado (2°), favoloso. Il pomeriggio pesco nella parte superiore: si stringe e fa delle bellissime lame sotto i rami degli alberi di fronte, ma di pesci neanche l'ombra.

3° giorno trasferimento a ESQUEL - Stavolta non piove a dirotto. Piove e basta. Ma tanto si parte. Dopo appena 40 chilometri veniamo fermati da una macchina: è Mel Krieger, che ha riconosciuto la nostra guida, vuole salutarci e avere delle informazioni. Per trovare il primo raggio di sole dobbiamo fare quasi 200 km, fino a El Bolson, fra le sue caratteristiche c'è quella d'essere attraversato dal 42°
parallelo. Ci fermiamo per mangiare un gelato (buonissimo) e bere una "cerveza" nella birreria artigianale El Bolson, nota in tutta l'Argentina. Proseguendo, il paesaggio cambia; ora siamo in piena steppa patagonica, vicino all'estancia Leleque di proprietà dei Benetton (1milione di ettari), dove c'è un museo sulla storia della Patagonia (naturalmente chiuso, quando ci passiamo noi). In serata arriviamo a Esquel, e dopo aver preso alloggio facciamo un pò di spesa per il giorno dopo. A cena siamo alla trattoria L'Espaniola, mentre dopo mangiato è obbligo una visita al bar-hotel Argentino il più vecchio di Esquel: puro Far west, niente di più facile che da un momento all'altro sbuchi fuori Butch Cassidy.

4° giorno - ARROYO PESCADO - Su questo "arroyo" (torrente) si torna ad una pesca più nostrana, la canna è per una coda 3/4 e il fiume - se lo dovessi paragonare ad uno conosciuto ai più- ricorda l'Unec. Comincio a pescare con una ninfetta e le prime catture, tutte iredee, non si fanno attendere. Tiriamo sera pescando tra nutrie, lontre e fenicotteri rosa e alla fine della giornata le catture non si contano: più della metà sono pesci dai 7 etti al chilo e passa. A sera arriviamo al lodge La Pilarica, nel paese di Villa di Rivadavia. Il posto è nuovissimo e noi siamo i primi ospiti. Per l'occasione la cena è un asado (3°). Dimenticavo: fuori ha ricominciato a piovere. Stavolta a dirotto.

5° giorno - RIO CARRILEUFÚ - E naturalmente prosegue a piovere. La prima mezza giornata faremo sempre flotando la parte mediana del fiume: tutta l'acqua che è scesa ha ingrossato il fiume (la guida dice che si è alzato di 2 metri) e ha allagato in certi tratti i prati circostanti. Scendendo il fiume - di conformazione grandissima - non riesco a smettere di pensare come deve essere bello pescarci in condizioni ottimali. Gli unici pesci che vedo (e prendo) sono 3 iridee nel prato allagato di fronte al lodge. Pranzo, non indovinereste mai: asado (4°), ma non sono gli avanzi della cena. Il pomeriggio siamo nella parte alta dove il fiume nasce dal lago Cholila, ma l'unica cosa veramente spettacolare sono gli arcobaleni che si formano quando spunta un pò di sole. A cena - per fortuna - c'è pollo.

6° giorno - RIO RIVADAVIA - Qui pescheremo solo mezza giornata, il fiume è abbastanza breve e poi dobbiamo ripartire per Villa la Angostura. Il rio è il naturale prolungamento del rio Carrileufú che forma il lago Rivadavia, e in quanto prolungamento prendo la stessa quantità di pesci, ovvero niente. Nell'ultimo tratto, però, si pesca tra file di alberi arrajannes e il contrasto di colori è spettacolare, tra il verde delle foglie e il giallo-arancio del tronco. Si mangia. Asado (5°). Non ne posso più !!!
Ormai la vacanza volge al termine; partiamo, ma non prima d'avere fotografato la casa dove hanno vissuto Butch Cassidy, Sundance Kid e Etta Place.

Che dire, la Patagonia è fantastica. Rimane il rammarico di non aver pescato i fiumi in condizioni ottimali per valutarne il vero potenziale. Sarà per la prossima volta.
Grazie Stefano, Pablo, Guillermo e Graziella a presto PATAGONIA.

Daniele Guidi

 
trota dell'Arroyo Pescado

 

Rio Arroyo

 

Rio Carrileufu

 

Rio Limay

 

Trota del Rio Limay

 

Rio Rivadavia

 

Trota del Rio Limay

 

 
 
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