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Il periodo invernale è, per la
maggioranza dei pescatori a mosca, avaro di uscite sui fiumi. Le
"acque pregiate" sono chiuse, quelle normali offrono poche
occasioni di pesca. Gli irriducibili si sfogano frequentando i
laghetti a pagamento, altri vagano come fantasmi lungo le rive dei
fiumi inseguendo le notizie ascoltate al club o nel negozio di fiducia:
".... sai che a Spino ci sono temoli a tonnellate !!! .... bollano
poco, solo 5/10 minuti...però......" "...ho saputo che su
alcune lanche del Ticino si catturano lucci a mosca ... dai
proviamo....". I più fortunati vanno all'estero suscitando in noi
grande invidia, già rassegnati a vedere poi le loro dia scattate in
Nuova Zelanda, in Tierra del Fuego, in Messico, in........ accidenti a
loro! Ma c'è anche chi approfitta di queste giornate ricche solo di
freddo per uscire dagli schemi tradizionali e cercare nuove strade,
nuove esperienze.
Roberto Malinverno è uno di questi.
Fra i miei compagni di pesca è il più irrequieto, il più estroverso.
Lui non si accontenta mai, cerca sempre nuove tecniche per insidiare con
le mosche tutto ciò che ha una pinna e si muove nelle nostre acque
dolci e salate. Figurarsi se sta fermo durante l'inverno ! Ed è così
che ho ceduto alle sue insistenze e mi sono trovato con lui, Luigi, Antonio ed
Enrico lungo le rive del Po a pescare con la canna a due mani , si
avete letto bene, proprio la due mani, per la precisione una 12 piedi!
Anch'io pensavo fosse una follia ma ho dovuto ricredermi. Il Po,
nonostante l'aspetto poco raccomandabile delle sue acque, è ricco di
pesci. Negli ultimi anni in particolare è aumentata la presenza dell'aspio,
un ciprinide originario dei paesi dell'est che raggiunge anche taglie
ragguardevoli. Ed è proprio lui che Roberto ha insidiato per giorni e
giorni studiando il modo migliore per catturarlo. Dopo una serie
inevitabile di cappotti è riuscito nel suo intento ed ha affinato la
tecnica di pesca: canne a due mani da 12 piedi,
oppure come alternativa canne ad una mano da 9 - 9.6 - 10 piedi -
code affondanti e/o wet tip a partire dalla nr 8 e fino alla 10 -
streamers montati su ami nr 6/8/10 - un robusto filo del 30 /35. Ricetta
semplice e vincente!
L'aspio (oppure aspeelhead come lo
chiama ironicamente Roberto....) è un predatore e come tale si
comporta. In inverno gli esemplari più piccoli se ne stanno tranquilli
da qualche parte e non disturbano come in estate quando si insidiano le
cheppie. Le catture sono perciò limitate a pesci di taglia più che
discreta. Non se ne pigliano molti ma vi assicuro che la soddisfazione
che si prova quando abboccano è notevole. Le ore migliori sono quelle
pomeridiane, soprattutto verso sera. Si pesca l'acqua lanciando la coda
leggermente in diagonale, lasciandola scendere lungo le correnti, poi
si recupera a strappi lentamente. Di solito è proprio durante il
recupero che il pesce attacca l'artificiale. Provare per credere !
Roberto Pecorelli -
27 febbraio 2005
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