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Fly Angling Club Milano |
Matching the hatch ... ovvero … la rhyacophila cos’è?
Tutto è cominciato con una mail di Roberto (Chiodino) dal titolo “Gara di costruzione alla Fiera di Riva del Garda”: qualcuno vuole partecipare per conto del club?
L’idea non mi dispiaceva. Alla fiera volevo fare una scappata e le occasioni di incontro con gli amici dell’APDV, normalmente abbinate anche ad una buona trattoria, sono sempre molto piacevoli. Una gara di costruzione, però mi lasciava un po’ perplesso: non ne ho neanche mai vista una!
Leggo un po’ dubbioso il resto della mail.
La gara “Aspiranti” prevede tre artificiali:
- Rhyacophila dorsalis ninfa
- Rhyacophila dorsalis secca
- Formica alata
La formica alata la conosco. La larva di Rhyacophila
dovrebbe essere quella ninfa verde che ogni tanto porto involontariamente in
superficie pescando con le mie ninfe “pesanti” (cosa diventi poi esattamente
quando schiude bisognerà scoprirlo).
Mi rendo conto che fino a quel momento il mio approccio (compulsivo) alla costruzione era sempre stato diverso: imitare l’imitazione; la ricerca della Royal Wulff perfetta.
Irresistible, Adams, Stimulators, Prince, Humphy, Trudes,
Catskill, Pheasant Tail di Sawyer, mosche del Presidente Feliciani, Goddard
caddis, Invicta, Red tag, F Fly, Klinkhammer, Muddler Minnows fino ad arrivare
all’Ally’s Shrimp o alla Cascade tube erano di per sé l’obbiettivo
indipendentemente dalla loro somiglianza a qualcosa d’altro.
La soddisfazione stava nel vederle diventare di mese in mese sempre più simili, se non proprio agli originali almeno tra di loro, mosca dopo mosca dopo mosca.
I pesci poi sembrano gradirle ……
Ma allora come affrontare questa “Rhyacophila dorsalis”. Libri di entomologia non ne ho, i pochi visti costavano molto e certamente mancavano dei passaggi costruttivi. Ora però comincio a sentirmi un po’ un pescatore da salotto……..
Fortuna che c’è internet! Per chi è cresciuto poco prima dell’era del cellulare, dove i computer caricavano i giochi da un nastro e le ricerche di scuola si facevano ancora con l’enciclopedia i motori di ricerca hanno un fascino tutto loro……..
Ed ecco comparire quello che volevo:
Forse il libro “Trout Flies” di Dave Huges è stato ancora l’acquisto migliore….
Ed eccola la nostra piccola amica
Rhyacophila
dorsalis - Ninfa
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Rhyacophila
dorsalis - Secca
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Su internet si trova proprio di tutto. Anche le foto di famiglia con le dimensioni di tutti i parenti
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e la formica alata
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Però manca sempre un pezzo: i passaggi costruttivi!
Intanto una prima idea ce l’ho. Se l’adulto è lungo 14 mm
un bell’amo del 12 per la Rhyacophila dovrebbe andare bene mentre per la formica
alata le dimensioni che ritrovo mi dicono amo del 16 per la regina alata e amo
del 18 per le formiche operaie.
Ritento nella mia biblioteca: per i tricotteri su “Caddisflies” di G. LaFontaines ritroverò ceramente qualche spunto.
La dorsalis però non compare – si vede che è una specie tutta nostra - ma per le larve caseless e in particolare per le Ryacophila sembra che la chiave per una imitazione che piaccia ai pinnuti sia la posizione arcuata che le larve assumono quando vengono trasportate dalla corrente.
Grub del 12 allora, ma continuo a non trovare l’ispirazione per una imitazione che mi soddisfi.
Provo a sfogliare Trout Flies di Huges ma le imitazioni che presenta per le larve di tricotteri sono troppo impressionistiche, certamente ottime da pesca ma troppo vaghe per essere “dorsalis”.
Diverso il discorso sulle secche. Una Elk Hair (la cerbiatta….) sarebbe anche lei troppo impressionistica ma una Goddard Caddis è perfetta.
Pantone marrone per le ali e verde per il corpo e il gioco
è già fatto - si fa per dire - converrà rifarne qualcuna per riprenderci la
mano: il pelo di cervo ogni tanto si imbizzarrisce.
Per la larva Oliver Edwards proponeva un corpo in lana verde attorcigliata e avvolta sull’amo piombato.
Bella ma già stò pensando di colorare una mosca di Goddard per fare la secca e non posso copiare troppo anche la ninfa: anche noi pescatori da salotto abbiamo un po’di dignità.
Però più la guardo e più mi ricorda certe ninfe ceche. I gancetti che ha in coda per aggrapparsi al fondo li potrei fare con la coda di fagiano e per il corpo ho dell’ice dubbing verde che potrebbe andare. I ciuffetti laterali con un rigaggio fatto avvolgendo una herl di struzzo grigia con cui magari imito anche le sei zampette. Mi basta un po’ di Shellback trasparente e del nylon per bloccarlo, un po’ di pantone nero per fare le due righe nere sulla testa e anche questa potrebbe andare.
Il più è riuscire a piombarla bene mantenendo sottile la
siluette. La ninfa vera l’ho sempre trovata in zone con acqua fredda e buona
corrente. Con una testina in tungsteno sarebbe più facile ma mi rovinerebbe
l’estetica - in fondo qualche problema con la linea ce l’ho da sempre! - vada
quindi per un bel sottocorpo in piombo fine.
La formica alata è forse la più facile. Tutte le volte che ho usato il foam ho sempre avuto l’impressione di costruire una formica più o meno grossa.
Quindi una striscia di foam nero larga 4 mm è quello che ci vuole.
Per le ali sui libri trovo CDC o poly, ma non mi piace.
Una volta avevo visto Marco (scusate, il Presidente!) usare del Medallion sheeting per fare delle imitazioni di piccole effimere: è identico alle ali delle formiche alate.
Sparso da qualche parte nelle scatole ne ho ancora un po’.
L’unico dubbio è l’hackle. Il foam da solo non basterebbe a galleggiare e per le
zampe potrebbero andare bene o una piuma di gallo nero o una piuma di CDC nero
tagliata a misura e avvolta ad Hackle ……non so decidere.
Alla fine mi viene in mente una pubblicità letta su una rivista di pesca a mosca “A volte amiamo perderci in un bicchier d’acqua”. Riempio subito un bicchiere, silicono la formica in gallo, le appoggio entrambe delicatamente sull’acqua e le osservo da sopra ma soprattutto dal basso.
Si comportano in maniera diversa: quella in CDC tende a galleggiare completamente sopra il pelo dell’acqua, fuori dalla pellicola superficiale, appoggiandosi sull’acqua con le fibre di CDC e le ali in medallion sul retro. Se la immergo risale poi appena sotto la superficie con un sacco di bollicine d’aria intrappolate nel CDC e se non fosse per l’ala lunga ora mi ricorda più le lucentezze di una effimera in schiusa che una formica alata.
Quella in gallo a cui ho pettinato le hackle ai due lati a formare le zampe resta invece imprigionata piatta nella pellicola superficiale senza bollicine.
Se però provo a spingerla sotto la superficie affonda come
un sasso.
E la gara?
Quando ho chiamato gli altri possibili “Aspiranti” del club tutti mi hanno detto che un’intera giornata in Fiera non la volevano fare e che le splendide acque dell’APDV erano una tentazione troppo forte per rinunciare. Chi come me ha bimbi piccoli sa che le giornate di pesca non vanno sprecate, quindi come dar loro torto?
Se non altro per la prima volta ho cercato di imitare insetti veri….
L’unico dubbio che mi resta è come si comporta una vera formica alata caduta in acqua. Qui in salotto non ne ho viste……..
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Rhyacophila
dorsalis ninfa: Amo TMC2487 #12 Sottocorpo piombo 0,5mm Filo: 8/0 Olive Coda: 3/4 fibre di coda di fagiano (cortissime) RIB superiore: Nylon 0,20 Sopracorpo: Shellback pearl RIB inferiore: herl di struzzo grigia Corpo: Ice dubbing 11 olive Brown Occhi: pantone nero
Avvolgere il piombo per almeno 10-12 giri e bloccarlo con il filo di montaggio. Ruotare l’amo sul morsetto e fissare basso sulla curvatura il fagiano tirando poi le fibre in modo da lasciare un ciuffetto cortissimo a formare i due gancetti di coda. Tagliare l’eccedenza e quindi fissare il nylon appoggiandolo dove termina il piombo in modo da creare un sottocorpo uniforme. Fissare quindi una strisciolina di shallback elastico e l’herl di struzzo. Formare quindi un dubbing molto fine di ICE dubbing ed avvolgerlo. Avvolgere quindi l’herl di struzzo concentrando gli ultimi giri nella zona delle zampette e fissarlo con il filo di montaggio. Tagliare con le forbici le fibre dell’herl di struzzo rivolte verso o l’alto, sotto il corpo nella zona priva di zampe e ai due lati del corpo nella parte anteriore interessata dalle zampe. Sempre con le forbici pareggiare invece le fibre ai due lati del corpo. Ribaltare lo shellback verso l’occhiello e fissarlo con il filo di montaggio tagliando l’eccesso. Rigarlo quindi con il nylon facendo attenzione che lo shellback resti sulla parte alta senza ruotare. Formare una testina piccola rispetto al corpo e chiudere. Con la punta sottile del pantone tracciare due righe nere nella zona occhi e collo. |
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Rhyacophila
dorsalis secca: Amo TMC100 #12 Filo: 6/0 marrone o verde oliva Corpo/ali: pelo di cervo rasato Hackle e antenne: Sella di gallo Brown Pantone marrone per le ali e verde per il corpo
Fissare il filo di montaggio già in prossimità della curvatura. Tagliare un ciuffo di pelo di cervo e asportare con le dita il sottopelo. Tagliare le punte e fissare il ciuffo con due giri lenti bloccandoli tra pollice e indice prima di tirare continuando poi ad avvolgere il filo mentre il pelo di cervo si apre ruotando ancora sul gambo nudo dell’amo. Con pollice ed indice delle mano sinistra tenere in posizione sulla curvatura mentre con pollice ed indice della mano destra si compatta il ciuffo sul gambo. Pettinare indietro le fibre e fare un paio di giri di filo di montaggio sul gambo dell’amo davanti al ciuffo. Quindi ripetere altre due volte il procedimento sempre compattando le fibre con pollice ed indice delle due mani dopo averle posizionate con alcuni giri di filo fino a coprire circa i 2/3 dell’amo. Bloccare quindi il filo sul gambo con l’annodatore. Con una lametta da barba tagliare in orizzontale sotto il gambo. Con le forbici ed eventualmente aiutandosi con la lametta tagliare invece le ali con piani inclinati divergenti verso il dietro della mosca. Tagliare eventuali fibre di cervo che superano la curvatura oltre circa mezzo centimetro. Una volta data forma alle ali si fissano 2 hackle di sella brown dopo averle spelate per circa 3 cm e disposte con le curvature contrapposte (per intenderci i lati opachi delle due piume saranno rivolti uno verso di noi e l’altro dietro mentre i lati lucidi delle piume sono contrapporti) e i calami rivolti verso l’occhiello a superarlo. Fissare le piume contro le ali in cervo in modo che i calami nudi partano da contro il pelo di cervo rasato e vengano fissati tutto lungo la parte libera del gambo fermandosi qualche millimetro prima della curvatura. Non tagliare l’eccedenza. Avvolgere una dopo l’altra le due hackle e fissarle. Fissare quindi il filo con un annodatore conico formando la testina sotto le antenne e quindi tagliare il filo. Con le unghie dare curvatura alle antenne e tagliarle quindi a misura. Con il pantone marrone screziare le ali mentre con quello verde si dà colore sotto il gambo per il corpo. |
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Formica
alata: Amo TMC100 #16 Filo: 8/0 nero Corpo: striscia foam da 2mm larga 4 mm Ali: Medallion Sheeting Hackle: collo di gallo nero oppure CDC nero tagliato a misura ed avvolto come hackle
Fissare il filo lungo il gambo dell’amo e quindi bloccare lungo tutto il gambo la striscia di foam. Ribaltarla quindi in avanti dopo aver portato il filo in avanti formando l’addome della formica. Avvolgere il filo in avanti per separare l’addome dal resto del corpo della formica. Ribaltare quindi indietro e di nuovo in avanti per creare la base di fissaggio delle ali più alta del gambo dell’amo. Tagliare una striscia di Medallion larga circa 2,5 mm e lunga un po’ meno di 2 cm. Fissarla a metà e ribaltare indietro la parte anteriore sovrapponendo di fatto le due ali. Passare il filo di montaggio davanti al foam e bloccarlo all’indietro sopra il punto di fissaggio delle ali. Fissare quindi una hackle di gallo o del CDC nero tagliato a misura (ovvero che le fibre siano circa 1,25 volte la curvatura dell’amo) ed avvolgere bloccandolo prima dell’occhiello. Tagliare con le forbici le fibre rivolte verso l’alto e ribaltare quindi il foam in avanti formando torace e testa della formica alata. Legare e chiudere. |
Marzo 2008, Andrea Messori