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                ORIGINAL A.P.T.: la sua storia.

 

La ORIGINAL A.P.T. insieme alla MONCLER (realizzazione di Tiziano Rizzotto) e alla mia ORIGINAL 042 è stata e lo è tutt’ora la ninfa che in assoluto mi ha regalato maggiori soddisfazioni nella direi totalità di acque dove ho pescato. Temoli, trote e cavedani sono le vittime predestinate della ORIGINAL A.P.T..  La sua storia è abbastanza singolare perché fu da me realizzata agli inizi del 2000,  ma chi scoprì le sue enorme potenzialità fu il modenese Alberto Giovannelli, al quale regalai qualche campione di quella ninfa ancora priva di nome. Ricordo che mi telefonò tutto eccitato una sera raccontandomi di una giornata memorabile sul Passirio ricchissima di catture con molte marmorate proprio con la ninfa in questione. Per questo motivo decisi di chiamarla Alberto Pheasant Tail, in seguito A.P.T. e irruppe così nelle mie scatole (e non solo) la ORIGINAL A.P.T.. Come presentazione posso dire che impiegandola non ho mai avuto delusioni in nessun tipo di acque, mi ha sempre permesso importanti e spesso numerose catture persino in acque notoriamente difficili come quelle dell’Adige ad inizio stagione. Non ricordo con precisione l’anno, ma  ad una apertura sull’Adige appena sotto il ponte di Borghetto (era il 2001 o 2002), nonostante i numerosi moschisti presenti non prendessero nulla, Daniele Guidi ed il sottoscritto catturarono con  grande stupore circa 20 pesci tra marmorate e temoli, quasi tutti tra i cm 38 ed i 43/45. Nonostante avessimo prima provato numerosi artificiali, le uniche ninfe che risultarono micidiali furono appunto la ORIGINAL A.P.T. e la ORIGINAL BARBANIMPH, versione più chiara della A.P.T.

La storia si ripetè 2 anni fa nella riserva della VALLAGARINA, località Vò Sinistro: ero in compagnia di alcuni amici del Fly di Monza e fino alle 12.00 eravamo tutti a cappotto pieno senza alcun attacco sui nostri artificiali. Ricordandomi cosa mi era accaduto anni prima, montai una ORIGINAL A.P.T. e……..incredibilmente iniziai a catturare numerosi grossi temoli. Dopo circa mezz’oretta (eh eh eh, li ho fatti “frollare” un po’) ho dato delle A.P.T. anche a loro e iniziarono a catturare regolarmente. Grande estimatore delle ORIGINAL A.P.T. è anche Roberto Bettinazzi, attuale presidente della Società Vallagarina; spesso mi aggiorna sulle sue numerose e importanti catture effettuate durante la stagione proprio con la ORIGINAL A.P.T..

Catturano indifferentemente temoli e trote, hanno una resa sempre efficacissima in tutte le tipologie di acque, dal torrente di alta montagna al fiume del piano.

 

Il dressing:

 

Filo di montaggio: xxf ultrafine delle G.Benecchi o similare nei colori cacki o marrone

Amo: Tmc 3769 della Tiemco o similare nelle misure 16, 14 (la più utilizzata) e 12

Coda e corpo: fibre (4/5) della coda di fagiano maschio

Rib: filo sottile di rame

Torace: sempre in filo di rame ben evidenziato

Hackles: 1 piuma di gallina marrone medio girata 2/3 volte

Testa: 1 gold bead in tungsteno o  in ottone

 

 

 

 

le sequenze di montaggio:

 

1)      con il filo di montaggio, dopo aver montato una gold bead sull’amo, fisso 4/5 fibre di coda di fagiano e

  il filo di rame sottile

 

 

 

2)      giro le fibre di fagiano maschio e realizzo il corpo

 

 

 

3)      con il filo di rame realizzo il rib sul corpo e il torace ben evidenziato

 

 

 

4)      fisso in prossimità della testa 1 piuma di gallina di colore marrone medio

 

 

 

5)      giro 2/3 volte la piuma di gallina realizzando il collarino e quindi eseguo il nodo di chiusura

e fisso il tutto con una goccia di collante sulla testa