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Fly Angling Club Milano |
QUATTRO CHIACCHIERE IN FIERA CON ROBERTO BETTINAZZI
a cura di Nicola Chiappinelli
Marzo 2009
Anche quest’anno l’Expo Riva Caccia Pesca e Ambiente ha riscosso molto successo
di pubblico con un totale di circa 12.000 visitatori ed un notevole volume di
vendite che ha soddisfatto appieno le aspettative dei venditori-espositori. In
occasione della fiera abbiamo scambiato qualche parola con l’amico Roberto
Bettinazzi, presidente dell’ APDV (Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina)
di Rovereto: una via di mezzo tra una chiacchierata tra amici ed un’intervista
finalizzata a conoscere meglio la realtà alieutica locale.
- Roberto tu sei tra gli ideatori ed organizzatori della fiera di Riva; com’è nata questa iniziativa?
-
Ci è parso che la realtà locale fosse idonea
ad accogliere una proposta del genere in quanto in Trentino le attività
all’aperto annoverano un gran numero di praticanti e tra queste la pesca e
la caccia sono molto seguite. Con l’amico Angelo Musiani abbiamo portato
avanti il discorso proponendolo all’Ente Fiera di Riva del Garda: la cosa è
sembrata interessante e quattro anni fa siamo riusciti a concretizzare per
la prima volta la nostra idea che prevedeva la novità di una mostra-mercato
della pesca, mai realizzata in precedenza, ovvero la possibilità per i
visitatori di acquistare e, ovviamente, per gli espositori di vendere.
L’esperienza positiva della prima edizione ci ha poi suggerito di estendere
l’iniziativa anche alla caccia.
- Devo dire che in quattro anni il successo si è ripetuto costantemente con vero entusiasmo da parte del pubblico. Ma oltre a rendere piacevole visitare la fiera dedicate spazio e tempo anche ad argomenti piuttosto seri e concreti.
- In effetti abbiamo cura di affrontare delle problematiche che travalicano l’aspetto ludico della pesca e della caccia. Con i membri del Comitato Scentifico della fiera si tengono incontri finalizzati al confronto ed all’informazione su diversi temi, spesso delicati. Ad esempio quest’anno si è parlato del bracconaggio, negli anni scorsi di gestione delle acque,dell'impatto sulla pesca per la presenza del cormorano.
- Roberto, oltre ad essere tra i promotori della fiera di Riva sei anche presidente dell’APDV; da quanto tempo ricopri questo incarico ?
-
Dal 1998; con
l’attuale sono giunto al terzo mandato grazie alla fiducia accordatami
dall'Assemblea e dal
Consiglio direttivo.
- Quale programma ti eri riproposto di realizzare assumendo la presidenza ?
- Ho pensato
all’ammodernamento gestionale con la realizzazione del sito internet e
alla informatizzazione delle pratiche
amministrative dell’associazione e all’avvio e alla realizzazione di un
programma di tutela e ripopolamento della trota mormorata, da sempre
salmonide di riferimento del fiume Adige. Il programma prevedeva
l’innalzamento della misura minima, riduzione del prelievo, creazione di
zone di tutela e realizzazione di impianti ittici finalizzati alla
produzione di trote mormorate geneticamente selezionate. Infine era mio
desiderio ripresentare, in nuova veste, la rivista sociale “Le Nostre
Acque”.
- Un programma senz’altro ambizioso: quale di queste tue idee si è effettivamente concretizzata?
- Ad oggi posso dire di aver realizzato tutto ciò che mi ero riproposto il che fa dell’APDV un’associazione all’avanguardia nella gestione delle acque in concessione e nella produzione di materiale autoctono di grande valenza ambientale.
- Tra le cose portate a termine quale ritieni essere la più soddisfacente per te ed il consiglio direttivo?
-
Gli impianti ittici,
pescicoltura di via Vicenza ed incubatoio Valli del Leno, sono sicuramente
il nostro fiore all’occhiello, in grado di produrre oltre un milione di uova
di trota mormorata e altrettanto di trota fario (rustiche in quanto
provenienti da ruscelli montani non inquinati geneticamente da trote fario
di ceppo nord europeo).
- Non avete mai valutato l’utilità di allevare anche il temolo, come accade presso altre associazioni?
- No perché nelle nostre acque il temolo è presente solo nel fiume Adige e la sua popolazione è ben inserita e ben strutturata, in grado di riprodursi abbondantemente in maniera autonoma. Il nostro intervento per il temolo potrebbe essere rivolto a sostenere popolazioni di grande interesse come il “pinna blu”.
- A proposito di temoli, il problema dei cormorani è sempre più sentito in molti fiumi del paese. Voi cosa fate contro questa vera e propria iattura delle acque interne?
- Come associazione
non interveniamo direttamente in quanto è la Provincia di Trento che si è
assunta l’onere
di affrontare e risolvere, per quanto
possibile, il problema mediante metodi di dissuasione e abbattimenti
controllati , servendosi dell’opera delle guardie forestali e di un certo
numero di cacciatori volontari selezionati. Le associazioni dei pescatori
trentini ritengono che il piano di controllo della popolazione di cormorani
sia assolutamente da rivedere in quanto insufficiente a contenere l'impatto
che questo animale provoca sulla fauna ittica dei nostri corsi d'acqua.
- Nell’ambito della regolamentazione della pesca quale ritieni essere il provvedimento più utile per la tutela del pesce?
- Sicuramente la creazione di zone a prelievo nullo (NK) o a regolamentazione speciale (uso di sole esche artificiali) è il mezzo più efficace per la salvaguardia e la crescita dell’attività di pesca. Inoltre la creazione di queste zone (otto tra le nostre acque) è motivo di attrazione per numerosi pescatori provenienti da altre regioni, in particolare moschisti e praticanti lo spinning, con conseguente innalzamento dell’afflusso turistico nella nostra Vallagarina.
- Certamente. Ne sono molto contento per due motivi: intanto è la riprova di quanto ti dicevo prima e cioè che il nostro lavoro viene riconosciuto ed apprezzato e poi perché con il vostro club abbiamo dei rapporti che non esiterei a definire privilegiati, basati su stima e simpatia reciproca che si manifesta quando condividiamo piacevoli momenti sia di pesca che intorno ad una tavola ben imbandita.
- La pesca a mosca è la tua passione, ma come hai cominciato a pescare?
- Sono cresciuto a Riva del Garda per cui per me è stato naturale iniziare a pescare nel lago. In particolare mi appassionava la pesca del cavedano, poi ho conosciuto la mosca e non l’ho più abbandonata.
- E qual’è, nell’ambito della mosca, la pesca che ti “prende” maggiormente?
- Nelle acque dolci sicuramente preferisco pescare il temolo. Poi, in mare, ho una predilezione per la pesca del bonefish: mi appassiona soprattutto la ricerca del pesce, l’avvicinamento una volta che lo si è trovato e la tensione che ti da il sapere che tutti i tuoi sforzi possono essere vanificati in un nulla, magari solo perché l’ombra di un uccello proiettata sull’acqua spaventa il pesce.
- Bene Roberto, ti ringrazio per la bella chiacchierata a nome di tutto il Fly Angling Club. Ci rivedremo a pesca, spero presto, e magari il “drappello” del club sarà più numeroso la prossima volta.
- Me lo auguro. Vi aspetto per farvi conoscere tutte le possibilità di pesca che possono offrire le nostre acque. Ciao e a presto.

